
ANIMA non è una canzone che “ascolti”: è una canzone che ti viene addosso. Ciullo non scrive per piacere, scrive per sopravvivere, e si sente. Ogni barra è un pugno allo stomaco, ogni ritornello una contraddizione emotiva che conosci bene se almeno una volta ti sei sentito perso dentro la tua stessa testa.
Il brano è un flusso di coscienza sporco e sincero, senza filtri né pose. Colpa, ansia, rabbia, autosabotaggio: tutto buttato sul tavolo senza chiedere permesso. La frase che resta addosso più di tutte è un ossimoro potentissimo: “Amo la vita per quanto è bastarda”. È lì che ANIMA trova la sua vera forza: non nella disperazione fine a sé stessa, ma in quell’amore storto per la vita che continua anche quando sembra volerti distruggere.

Fondamentale anche la presenza della chitarra, che non resta sullo sfondo ma accompagna e amplifica il peso emotivo del testo. Le sue linee sono tese, ruvide, nervose, e non cercano di addolcire il dolore: lo sottolineano. La chitarra diventa un’estensione dell’ansia, un respiro irregolare che segue l’umore del pezzo e lo rende ancora più umano.
La “vocina nella testa” è il vero antagonista del brano. Non è romanticizzata, non è cool: è fastidiosa, insistente, pericolosa. Ciullo la racconta per quello che è, senza edulcorare nulla. E quando dice “Di smetterla non se ne parla”, non sta facendo retorica motivazionale: sta stringendo i denti.
Musicalmente il pezzo asseconda il caos emotivo, lasciando spazio al testo di respirare (quando riesce). La ripetizione finale non stanca, anzi: diventa una spirale, come certi pensieri che tornano sempre uguali quando sei stanco ma ancora in piedi.

ANIMA non è per tutti. È scomoda, cruda, a tratti difficile da ascoltare. Ma proprio per questo è necessaria. È uno di quei pezzi che non ti salva, ma ti fa sentire meno solo mentre affoghi. E a volte basta quello.
Da ascoltare quando non stai bene. O quando stai fingendo di stare bene.
Voto: 7/10
Credit by: @mentalillnessmuzik

